Caso studio — eCommerce di poster cinematografici
Ottimizzazione delle campagne e strategie stagionali per massimizzare il ROAS e incrementare le vendite.
Cliente
Aureum
Settore
Impiantistica e ristrutturazioni
Anno
2026
Gruppo Aureum opera come General Contractor tra Milano, Monza e Brianza e le province limitrofe, seguendo il cliente in ogni fase del progetto con un unico interlocutore.
Abbiamo rifatto il suo sito da capo. Il centro del progetto è la parte più commerciale: la sezione Servizi. È qui che si intercetta la domanda: mentre la homepage racconta chi è l’azienda, ogni pagina di servizio ha una funzione più diretta, è la porta d’ingresso su cui facciamo atterrare il traffico delle campagne pubblicitarie, ed è lì che si decide se un clic diventa un contatto. Tutte le pagine di servizio seguono lo stesso schema, costruito con la stessa logica: il caso studio racconta quella logica.
La sfida di questo progetto non era tecnica, ma di metodo. Oggi realizzare un sito con l’intelligenza artificiale è alla portata di molti: gli strumenti generano bozze, impaginano, producono contenuti. Ma il punto non è se usare l’AI, è saperla usare. Un sito costruito con l’AI vale esattamente quanto le istruzioni che riceve, è la competenza di chi la guida a fare la differenza tra un risultato mediocre e uno che funziona.
La nostra sfida è stata proprio questa: rifare l’intero sito di Gruppo Aureum con il supporto dell’AI, portando a casa un risultato la cui qualità dipende dal mestiere di chi sa esattamente cosa chiedere allo strumento, e come. La qualità non nasce dall’AI, nasce da chi la guida.
Una pagina di un sito come questo non è una vetrina: è uno strumento che deve far compiere all’utente un’azione precisa: chiedere un preventivo. Con questo criterio abbiamo ricostruito l’intero sito.
Cosa abbiamo realizzato:
Ogni pagina di servizio segue lo stesso schema, pensato per accompagnare l’utente dalla domanda al contatto.
Coerenza tra annuncio e pagina: chi arriva da un annuncio trova subito, nell’hero, la promessa che ha cliccato: il servizio cercato, i suoi benefici, gli elementi di garanzia.
Doppia via di contatto: il pulsante “Richiedi un preventivo” e il numero di telefono in evidenza, per chi preferisce parlare subito.
Segmentazione dell’offerta: le soluzioni sono presentate in modo che l’utente riconosca da sé quella adatta a lui, senza sovraccarico.
Il processo in sei passaggi: la sezione “Dal sopralluogo all’accensione” scompone il lavoro in fasi trasparenti, dal preventivo all’assistenza post-vendita: ogni incertezza tolta è un motivo in meno per non compilare il modulo.
Le domande frequenti in pagina: una FAQ estesa risponde in anticipo ai dubbi tecnici ed economici.
Su un acquisto tecnico e regolamentato, la fiducia pesa quanto la chiarezza: l’installazione certificata F-GAS e i brand partner (Samsung, Mitsubishi Electric, Kaisai e gli altri marchi installati) sono i segnali concreti che spingono l’utente a lasciare un contatto.
Il tutto costruito mobile-first, in quanto la maggior parte del traffico delle campagne arriva da smartphone e quindi è lì che le pagine devono convertire: hero leggibile, call to action a portata di pollice, chiamata diretta sempre accessibile.
I dati che seguono sono stati rilevati con Google PageSpeed Insights (motore Lighthouse) su una delle pagine di servizio del nuovo sito, rappresentativa dell’intera sezione:
E sulle altre categorie analizzate:
Il dato che spicca è la coppia CLS pari a 0 e Total Blocking Time di appena 10 ms: una pagina che si compone senza un solo spostamento di layout e che risponde subito all’interazione, nonostante la quantità di contenuti e sezioni. Densità e stabilità non sono in contraddizione, quando la pagina è costruita con ordine. Accessibilità a 94 e Best practice a 100 non sono numeri di vanità: un albero di accessibilità ben formato e pratiche di sviluppo pulite sono ciò che rende la pagina comprensibile alle persone e alle macchine.
Nota sulla navigazione agentica: come raccontato nel caso studio di CasaProgettata.it, PageSpeed Insights include una categoria sperimentale (ancora in evoluzione) che verifica quanto una pagina sia leggibile e utilizzabile da un agente di intelligenza artificiale. La pagina supera entrambi i controlli applicabili (2/2): l’albero di accessibilità è ben formato e il layout è perfettamente stabile (CLS 0). A questo si aggiunge un contenuto strutturato come la FAQ, il tipo di materiale che un assistente AI interpreta e riutilizza con più facilità.
Questi risultati non nascono dallo strumento, ma dal modo in cui lo abbiamo usato. Il flusso di produzione ha tre fasi, ciascuna con lo strumento adatto:
Readdy per la bozza iniziale: la costruzione rapida dell’impianto delle pagine, per ragionare su struttura e disposizione dei contenuti prima dello sviluppo.
Claude Design a supporto dello sviluppo: per affinare componenti e organizzazione durante la lavorazione.
YOOtheme come page builder per lo sviluppo finale, in drag-and-drop.
L’AI esegue, la testa resta umana: l’intelligenza artificiale accelera la parte meccanica, come generare una bozza, produrre varianti e ripulire una struttura, ma non decide nulla di ciò che conta.
Le scelte che determinano se una pagina converte restano umane: quali contenuti mettere e in che ordine, come parlare a chi arriva da un annuncio, dove collocare le call to action, cosa promettere e cosa dimostrare.
Il brief è la parte che conta: la qualità di una bozza generata con l’AI dipende quasi per intero dalla qualità delle istruzioni che riceve. Il buon risultato, su questo progetto, nasce da un brief scritto da uno sviluppatore esperto, che ha definito con precisione l’identità visiva, il tono di voce, la struttura e la gerarchia delle pagine, i messaggi chiave e le azioni che l’utente deve compiere.
Non è saper «chiedere» a uno strumento: è sapere cosa chiedere, e questo resta un lavoro di competenza. È il connubio, non l’AI da sola, a fare la differenza.
È qui che l’approccio si ripaga. Un brief costruito con cura e una bozza generata bene riducono drasticamente le ore spese a rifare e correggere: la prima versione nasce già solida, invece di essere un punto di partenza da rivoltare. Un intero sito prende forma in una frazione del tempo che richiederebbe un processo tradizionale.
Ma il punto non è che il lavoro dura meno: è che il tempo si sposta invece di sparire.
Le ore tolte al rifacimento vanno dove pesano davvero, l’ottimizzazione delle prestazioni (i punteggi della sezione precedente nascono proprio da lì), la struttura della conversione, i dettagli che fanno la differenza tra una pagina bella e una pagina che genera contatti. L’AI non ha sostituito il lavoro: lo ha liberato dalle parti meccaniche per concentrarlo su quelle che contano.
Il nuovo sito di Gruppo Aureum mostra cosa produce il connubio giusto: l’intelligenza artificiale accelera la costruzione, la competenza umana decide, guida e ottimizza. Un sito completo, rifatto in tempi ridotti e senza rinunciare alla qualità, con prestazioni che lo dimostrano. L’AI ha fatto un buon lavoro per una ragione sola: ha ricevuto istruzioni scritte da chi sa cosa serve.