partner di Logo partner Logo partner Logo partner

Consulenza Google Ads

Il giusto consulente conta più del budget

consulenza google ads

Quando un’azienda decide di investire in Google Ads, la prima domanda che si pone quasi sempre è: “Quanto dobbiamo spendere?”

È una domanda comprensibile ma non è quella giusta.

La domanda che determina davvero il risultato è un’altra: “Chi gestirà questo investimento, e con quali incentivi?”

Perché Google Ads da solo non porta clienti. È uno strumento potente, ma il risultato dipende da come viene usato, da quali dati vengono letti e, prima di tutto, da chi ha interesse a farlo funzionare.

Due aziende con lo stesso budget, nello stesso settore, possono ottenere risultati completamente diversi. La differenza non la fa quanto si investe ma chi decide come.

Google Ads non è un distributore automatico di clienti

“Investiamo 1.000 euro al mese e vediamo quanti contatti arrivano.”

Il problema di questo ragionamento è aritmetico prima ancora che strategico. In un settore con un costo per clic di 4 euro, 1.000 euro al mese comprano 250 clic. Con un tasso di conversione del 3% sono 7 o 8 contatti al mese. Su quel volume la possibilità di ottimizzazione è molto bassa e ogni decisione presa su di essi è un’ipotesi più che un’analisi.

Questo non significa che serva sempre un budget grande. Significa che il budget va calcolato partendo dal valore di un vostro cliente e dal numero di contatti che vi servono per chiuderne uno. Chi non fa questo calcolo prima di proporvi un budget sta tirando a indovinare con i vostri soldi.

Prima capire l’azienda, poi aprire la piattaforma

Un errore frequente è affidarsi a chi parte subito dalle campagne. Prima di parole chiave, annunci e budget un consulente dovrebbe sapere:

  • Quali prodotti o servizi hanno il margine migliore, non solo quali volete promuovere
  • Quanto vale realmente un nuovo cliente per voi, in euro
  • Quanti contatti servono al vostro commerciale per chiudere una vendita
  • Chi sono i competitor che presidiano davvero le stesse ricerche
  • Cosa succede dopo che un utente compila un form o chiama

Quest’ultimo punto è quello che quasi nessuno affronta, ed è il più importante. Se i vostri lead vengono richiamati dopo tre giorni, nessuna ottimizzazione di campagna vi salverà. Il consulente che se ne accorge e ve lo dice sta lavorando per voi. Quello che tace e continua a mandarvi contatti sta lavorando per la propria fattura.

Il test: se durante il primo incontro non vi viene chiesto quanto vale un vostro cliente medio, quel professionista non ha modo di calcolare una soglia di costo per acquisizione sostenibile. Sta ottimizzando alla cieca.

Gli incentivi contano più delle competenze

Un consulente mediamente bravo con incentivi allineati vi farà guadagnare più di un fuoriclasse pagato a percentuale sullo speso.

Il modello a percentuale sul budget, ancora molto diffuso in Italia, contiene un conflitto strutturale: il fornitore guadagna di più quando voi spendete di più, non quando voi vendete di più. Nessuna dichiarazione di intenti risolve questo. È matematica.

Non significa che sia sempre da rifiutare. Significa che se lo accettate dovete costruire dei contrappesi: un obiettivo di costo per lead o di ritorno contrattualizzato, e una revisione periodica fatta sui vostri dati, non solo sugli screenshot che vi mostrano loro.

Il test: “In quale scenario mi consigliereste di ridurre il budget?” Se non arriva un esempio concreto e vissuto, non è mai successo.

Chi possiede l’account: la domanda che non fate mai

Prima di parlare di strategia, chiedete chi sarà intestatario dell’account Google Ads.

Se la risposta è “lo gestiamo noi con il nostro MCC” e voi non avete accesso amministratore, state costruendo la vostra acquisizione clienti su terreno che non possedete. Il giorno in cui il rapporto finisce perdete lo storico delle conversioni, gli apprendimenti delle campagne automatiche e i pubblici di remarketing costruiti in anni.

Le tre condizioni non negoziabili:

  1. L’account Google Ads è intestato alla vostra azienda
  2. Voi avete accesso amministratore permanente, non in sola lettura
  3. Lo stesso vale per Google Analytics 4, Google Tag Manager e, se vendete online, Merchant Center

Un fornitore serio non ha alcun problema con queste condizioni. Uno che si irrigidisce vi sta dicendo che il suo modello di fidelizzazione si regge sull’ostaggio, non sui risultati.

Prima dei clic vengono i dati

Avere tanti clic non significa avere una campagna efficace. La domanda corretta è: quante opportunità reali sta generando questo investimento?

Per rispondere servono dati affidabili, ed è qui che si separa una gestione professionale da una superficiale. Un consulente serio si occupa anche di:

  • Configurazione e verifica delle conversioni, testate end to end e non date per buone
  • Analisi tramite Google Analytics 4, con la consapevolezza che i numeri di GA4 e quelli di Google Ads non coincidono mai e va saputo perché
  • Gestione del tracciamento tramite Google Tag Manager
  • Importazione delle conversioni offline, quando la vendita si chiude fuori dal sito

Quest’ultimo punto è discriminante nel B2B e in ogni vendita complessa. Se il vostro consulente ottimizza sui form compilati, sta insegnando a Google a portarvi persone che compilano form. Non persone che comprano. Sono due pubblici diversi, e solo il vostro CRM sa distinguerli.

Senza dati corretti, tutto il resto è opinione ben confezionata.

Il lavoro non finisce quando la campagna viene pubblicata

La pubblicazione è l’inizio, non la consegna. Il mercato cambia, i competitor cambiano offerta, i costi per clic salgono. Una campagna lasciata ferma per tre settimane è un account abbandonato, e si vede dalla cronologia delle modifiche.

Il test: chiedete quante persone lavoreranno sul vostro account e quanti account gestisce ciascuna. Chi vende non è quasi mai chi opera, ed è fisiologico. Il problema è quando non ve lo dicono. Sopra i venti account per specialista, il vostro riceverà attenzione a intermittenza.

E chiedete accesso alla cronologia modifiche dell’account. È pubblica, è vostra, e racconta la verità meglio di qualsiasi report mensile.

Diffidate delle promesse. Fidatevi di chi vi dice di no

“Ti portiamo in prima posizione su Google.” “Ti garantiamo 50 contatti al mese.” “Con pochi euro ottieni grandi risultati.”

Nessun professionista serio può garantire risultati senza conoscere settore, margini e processo commerciale.Il punto non è solo diffidare delle promesse ma riconoscere il segnale opposto.

Il segnale più affidabile di competenza è la disponibilità a rifiutare. Un professionista che conosce il mestiere vi dirà che con quel budget in quel settore state comprando solo spesa e nessun dato. Vi dirà che la vostra landing page annulla il lavoro fatto a monte. Vi dirà che prima del traffico serve sistemare il tracciamento per esempio.

Chi accetta qualsiasi condizione pur di firmare non è flessibile. È indifferente al risultato perché ha già messo in conto che siete un cliente a scadenza.

Il test dei 90 giorni

Non firmate vincoli lunghi con chi non conoscete, ma non aspettatevi miracoli in tre settimane. Un periodo di verifica sensato ha questa forma:

Giorni 1-30. Setup, tracciamento verificato end to end, struttura campagne. Non giudicate i risultati: giudicate la qualità tecnica, che potete far verificare da un terzo.

Giorni 31-60. Primi dati. Cercate segnali di intervento attivo: parole chiave a corrispondenza inversa aggiunte, annunci in test, offerte aggiustate.

Giorni 61-90. Valutazione economica. Il costo per lead qualificato è dentro un intervallo sostenibile per la vostra marginalità? Se no, il consulente sa dirvi esattamente perché, con i dati alla mano?

Alla fine dei 90 giorni la domanda non è “abbiamo guadagnato”. È: “abbiamo capito qualcosa che prima non sapevamo?” Se la risposta è no, il problema non sono le campagne.

Il vero valore di un consulente Google Ads

Scegliere chi gestisce le vostre campagne significa affidare a qualcuno una parte della crescita della vostra azienda. La differenza non sta nella conoscenza della piattaforma, che oggi è una commodity: sta nella capacità di collegare quella piattaforma ai vostri numeri reali.

Valutate gli incentivi prima delle competenze. Pretendete la proprietà dei vostri asset. Ignorate i badge come elemento differenziante. Fate le domande scomode.

E fidatevi più di chi vi dice di no che di chi vi dice di sì a tutto.

Se sei interessato ai servizi di consulenza e gestione Google Ads, non esitare a contattarci per maggiori informazioni.

Scritto da

Yuri Mason

Google Ads Specialist

Yuri Mason, Google Ads specialist con oltre 7 anni di esperienza diretta sulla piattaforma. Con il passare del tempo il suo ruolo sta evolevendo verso una consulenza strategica e non solo tecnica in quanto la piattaforma richiede competenze sempre più strasversali per comprendere i bisogni dei clienti e metterli a terra.

Elemento precedente SEO e SEM: facciamo un po’ di chiarezza