Gennaio 2024 è un mese intenso per i gestori delle piattaforme di vendita online.

L’Italia, con il Decreto Legislativo 31/2023, ha recepito la Direttiva DAC7 dell’Unione Europea, quindi ha imposto un nuovo obbligo di comunicazione fiscale ai gestori di piattaforme digitali.

Ma chi viene considerato esattamente un “gestore di piattaforma digitale? 

Il gestore di piattaforma digitale è il  titolare di qualsiasi software accessibile agli utenti, compresi i siti web o parti di essi e le applicazioni, anche mobili, che consentono ai venditori di essere collegati con altri utenti allo scopo di svolgere, direttamente o indirettamente, un’attività di carattere “commerciale”.

Si tratta dunque di quel soggetto che mette a disposizione dei venditori uno spazio digitale per effettuare delle vendite online.

Alcuni esempi concreti? Amazon, Zalando, ManoMano, Privalia…

A quali obblighi vanno incontro i gestori delle piattaforme? 

A partire dal 1 Gennaio ed entro la fine del mese, devono raccogliere e comunicare una serie di informazioni sui venditori attivi al loro interno per facilitare l’attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, alla ricerca costante di un tracciamento più approfondito per le attività di vendita online.

Di che informazioni si tratta di preciso?

Per ciascun venditore vanno trasmessi, tra gli altri, i dati anagrafici, il numero di partita Iva, il titolare e l’identificativo del conto finanziario su cui è versato o accreditato quanto dovuto, il valore totale del corrispettivo versato o accreditato nel corso di ogni trimestre del periodo oggetto di comunicazione e il numero di attività pertinenti in relazione alle quali tale  corrispettivo è stato versato o accreditato.

Quali sono i venditori esclusi?

Ci sono situazioni in cui il responsabile della piattaforma non deve fornire le informazioni relative ai venditori. Generalmente:

1- I venditori che hanno avuto più di duemila operazioni legate all’affitto di immobili in relazione a una proprietà elencata nel periodo considerato.
Questo esclude i grandi fornitori nel settore dell’ospitalità, per i quali l’Amministrazione fiscale può controllare il rispetto degli obblighi fiscali tramite altre fonti informative.

2- I piccoli operatori, ovvero quei venditori per i quali la piattaforma ha mediato meno di trenta operazioni in un anno, e per i quali il totale dei pagamenti ricevuti o accreditati non supera i duemila euro.

Cosa succede per chi non effettua le comunicazioni entro il 31 gennaio?

L’inadempimento porta a una sanzione pecuniaria variabile dai 3.000 ai 31.500 euro, nel caso in cui le informazioni vengano comunicato in maniera parziale o inesatta, la sanzione viene dimezzata.

Siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento a riguardo, scrivici.