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Google Ads lancia AI Max:
più conversioni con l’IA

Il 6 maggio 2025, Google ha annunciato un’evoluzione importante per le campagne Search: il lancio di AI Max, una suite di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale generativa, pensata per aiutare gli inserzionisti a ottenere risultati più ampi e mirati in modo più semplice.
L’obiettivo?
Portare le performance a un livello superiore, semplificando il lavoro degli advertiser e offrendo al tempo stesso contenuti pubblicitari più pertinenti per gli utenti.

google ai max mano umana e mano robotica che si uniscono in sinergia

L’introduzione di Google AI Max segna un cambio di paradigma: non ci si limita più a ragionare in termini di parole chiave, ma si entra in una logica di intenti, personalizzazione in tempo reale e automazione strategica.

Il rilascio avverrà in beta globale a partire dal 27 maggio 2025, accessibile anche agli inserzionisti italiani tramite l’interfaccia standard di Google Ads. L’aggiornamento dell’API (versione v21) è previsto per agosto.

Ma in concreto, cosa cambia per chi gestisce campagne Search?

I benefici attesi sono molti:

  • maggiore copertura;
  • annunci personalizzati in tempo reale;
  • atterraggio su pagine più rilevanti per ogni utente;
  • nuove opportunità di targeting.

Tutto questo senza complicare la gestione delle campagne.

Cos’è AI Max: la nuova evoluzione di Google Ads

AI Max è una nuova funzionalità pensata per chi vuole superare i limiti delle strategie basate esclusivamente sulle parole chiave. L’intelligenza artificiale di Google, già integrata in molti aspetti delle campagne pubblicitarie, viene ora messa al centro della Search. Ma non si tratta di un semplice “upgrade”: AI Max introduce un nuovo modo di concepire la pubblicità nei motori di ricerca, grazie a tre strumenti principali che collaborano per offrire esperienze pubblicitarie più rilevanti, tempestive e performanti.

La prima innovazione è l’espansione delle query.

Tradizionalmente, le campagne Search si affidano a keyword esatte o a frase. Con AI Max, entra in gioco la corrispondenza generica (broad match) combinata con una tecnologia “senza parole chiave”, capace di analizzare in profondità i contenuti del sito, le URL e i creativi esistenti. Il risultato? Raggiungere query ad alta intenzione che prima restavano fuori dal radar, ampliando così le possibilità di intercettare potenziali clienti.

Il secondo pilastro è la personalizzazione automatica degli annunci, che genera in tempo reale titoli e descrizioni coerenti con la query dell’utente. Questo approccio dinamico consente agli annunci di adattarsi alle esigenze del momento, aumentando pertinenza e probabilità di clic.

In pratica, ogni ricerca riceve la risposta più adatta.

Infine, l’espansione dell’URL finale guida gli utenti verso la pagina più rilevante del sito, migliorando l’esperienza post-click e massimizzando le possibilità di conversione.

Hai mai avuto la sensazione che i tuoi annunci fossero “bloccati” su un numero ristretto di keyword?

AI Max nasce proprio per liberare il potenziale inespresso delle campagne Search.

Come funziona Google AI Max: le novità nel dettaglio

Il funzionamento di AI Max si basa su una serie di innovazioni tecnologiche che lavorano in sinergia per rendere le campagne Search più intelligenti, dinamiche e centrate sull’utente.

Una delle più significative è la funzione text customization, che sostituisce ciò che fino a poco tempo fa era noto come “asset creati automaticamente”. In pratica, Google è ora in grado di generare titoli e descrizioni personalizzati partendo da ciò che già esiste nel tuo account: pagina di destinazione, annunci attivi, parole chiave e URL.

Non si tratta solo di riordinare le informazioni, ma di creare contenuti nuovi, pensati per adattarsi all’intento dell’utente nel momento esatto in cui effettua la ricerca. Il tutto avviene in tempo reale, migliorando sensibilmente la qualità del messaggio pubblicitario.

E non è finita qui: se la pagina di atterraggio originale non risulta la più pertinente per quella query, l’algoritmo è in grado di reindirizzare l’utente verso la sezione più coerente del sito. Questo significa traffico più qualificato e utenti più soddisfatti.

Tra i miglioramenti introdotti, spiccano anche nuovi controlli a disposizione degli inserzionisti, tra cui:

  • Le località di interesse, che permettono di targettizzare aree geografiche specifiche in base all’intenzione dell’utente, a livello di gruppo di annunci.
  • I controlli sui brand, che danno la possibilità di includere o escludere marchi specifici, per una gestione del posizionamento più raffinata.

Infine, è stata potenziata la reportistica, ora in grado di fornire dati più precisi su termini di ricerca, rendimento degli asset, spesa e conversioni.

Ti sei mai chiesto quanto tempo impieghi ogni settimana a scrivere varianti di annunci? Con queste nuove funzionalità, è Google a occuparsene per te, senza perdere controllo o precisione.

I primi risultati: cosa dicono i test

Google ha già condiviso alcuni risultati concreti derivanti dai test iniziali su AI Max, e i numeri parlano chiaro. Secondo i dati raccolti su una base significativa di campagne, l’adozione di AI Max ha portato a un aumento medio del 14% nelle conversioni (o nel valore di conversione), mantenendo stabile il costo per acquisizione. Per le campagne che usavano prevalentemente keyword a corrispondenza esatta o a frase, la crescita è stata ancora più marcata: si parla di un +27% rispetto al benchmark.

Due casi studio diffusi da Google permettono di comprendere meglio il potenziale della nuova tecnologia.

L’Oréal, noto gruppo globale della cosmetica, ha ottenuto risultati notevoli grazie all’adozione di AI Max: il tasso di conversione è raddoppiato, mentre i costi per acquisizione si sono ridotti del 31%. Come? Sfruttando query nuove, mai targettizzate prima, e beneficiando della capacità dell’IA di personalizzare messaggi e destinazioni.

Un altro esempio interessante arriva da MyConnect, un’azienda australiana attiva nel settore dei servizi di connessione domestica. Attivando AI Max, ha registrato un incremento del 16% nei lead generati e una riduzione del 13% del costo per azione, dimostrando che anche realtà meno strutturate rispetto ai colossi globali possono trarre vantaggio da queste innovazioni.

Ma tu, hai mai provato a misurare quante opportunità perdi ogni mese per colpa di annunci poco allineati o landing page generiche? I dati suggeriscono che, con AI Max, queste inefficienze possono finalmente ridursi in modo tangibile.

Quando sarà disponibile AI Max e per chi

L’annuncio del 6 maggio ha chiarito un aspetto fondamentale: AI Max non è riservato a una ristretta cerchia di inserzionisti, come spesso accade in fase iniziale per molte novità Google. Al contrario, questa tecnologia sarà disponibile in versione beta globale a partire dal 27 maggio 2025, e sarà accessibile anche in Italia.

Non serviranno inviti né richieste particolari: chiunque gestisca campagne Search potrà decidere se attivare AI Max direttamente dall’interfaccia di Google Ads.

L’attivazione avverrà a livello di campagna, e abiliterà le tre funzionalità principali:

  • la corrispondenza dei termini di ricerca (che lavora su query potenzialmente non intercettate);
  • la personalizzazione del testo per generare annunci dinamici in tempo reale;
  • l’espansione automatica dell’URL finale, che indirizza gli utenti alla pagina più pertinente del tuo sito.

Hai esigenze più personalizzate?

Google ti lascia il controllo: potrai disattivare singolarmente le funzionalità, ad esempio scegliendo di mantenere il pieno controllo sui testi degli annunci o disabilitare la logica dell’URL dinamico.

Per quanto riguarda lo sviluppo tecnico, Google ha già comunicato che la piena compatibilità API arriverà ad agosto 2025 con la versione v21 dell’API Google Ads. Fino ad allora, le funzioni saranno gestibili solo via interfaccia, mentre alcune configurazioni automatizzate potrebbero creare conflitti se si utilizza ancora un’infrastruttura basata sulle vecchie impostazioni (come gli asset creati automaticamente o i filtri brand).

Ti stai chiedendo se convenga aspettare l’uscita ufficiale o attivare subito la beta?

La risposta dipende dai tuoi obiettivi: se vuoi testare l’impatto reale dell’IA su copertura e conversioni, questa fase rappresenta un’opportunità concreta per raccogliere insight preziosi, senza vincoli.

Perché AI Max è importante: il punto di vista strategico

Dietro a questo lancio non c’è solo una novità tecnica. AI Max rappresenta una precisa visione strategica di Google: guidare gli inserzionisti oltre il vecchio modello keyword-centrico, verso un approccio più fluido, basato su segnali, intenzioni e comportamenti. In un panorama dove gli utenti cercano sempre di più in modo conversazionale e meno prevedibile, puntare su query esatte rischia di diventare un limite più che una sicurezza.

AI Max propone un’alternativa: automatizzare ciò che può essere automatizzato, ma lasciando all’inserzionista i comandi principali. Questo equilibrio può fare la differenza, soprattutto per agenzie e PPC manager che gestiscono molteplici account o grandi budget. In questi contesti, ogni ottimizzazione automatica che mantenga coerenza e prestazioni è un alleato prezioso.

Inoltre, la capacità di adattare in tempo reale creatività e destinazione dell’annuncio porta un duplice vantaggio:

  • migliora l’esperienza dell’utente;
  • incrementa le possibilità di conversione, senza bisogno di creare decine di varianti manuali.

Se stai cercando modi per scalare i risultati senza moltiplicare i costi di gestione, AI Max potrebbe diventare una risorsa strategica.

Ma c’è anche un tema di competitività: man mano che l’advertising online evolve, i professionisti che abbracciano per primi strumenti più reattivi e intelligenti saranno quelli in grado di restare al passo con il cambiamento. In un mercato che non aspetta nessuno, riuscire a cogliere prima degli altri le nuove dinamiche può fare la differenza tra stagnazione e crescita.

Non è forse questo, in fondo, il motivo per cui siamo nel digital marketing?

Saper leggere i cambiamenti e trasformarli in opportunità concrete.

Conclusione

Il lancio di AI Max per le campagne Search rappresenta molto più di una nuova funzionalità: è un invito ad abbracciare un nuovo modo di fare pubblicità, più intelligente, flessibile e centrato sull’intento degli utenti. Non si tratta di sostituire l’esperienza umana con l’automazione, ma di metterla al servizio di scelte strategiche migliori, basate su dati più ricchi e azioni più pertinenti.

I primi risultati parlano chiaro: più conversioni, costi ridotti e nuove opportunità emerse dove prima non si guardava. Ma il valore di AI Max non si misura solo in percentuali: si misura nella capacità di evolversi con i comportamenti degli utenti e nell’efficacia con cui permette a chi fa pubblicità di adattarsi senza dover reinventare tutto ogni settimana.

Il consiglio pratico?

Non aspettare che tutti lo abbiano già adottato. Se hai la possibilità di attivare la beta dal 27 maggio, fallo su almeno una campagna di test. Analizza i dati, monitora i risultati e valuta se il nuovo approccio porta benefici concreti anche nel tuo settore. Ricorda che, come per ogni tecnologia, l’impatto reale dipende da come viene utilizzata.

E se ancora ti chiedi “funzionerà davvero per me?”, c’è un solo modo per scoprirlo: provarlo.

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